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Terapia e chirurgia fetale

Il nostro Centro è tra i pochi in Italia a realizzare procedure di terapia e chirurgia fetale. Si riportano qui di seguito le principali patologie trattate.


Per appuntamenti e contatti:
Telefono segreteria: 030 3996664 (dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 14)
e-mail: cup.ostetrico@asst-spedalicivili.it


Per urgenze reparto di Ostetricia 1: 030 3995365


Anemia fetale


Le gravidanze in cui il feto è a rischio di sviluppare anemia vengono monitorate con l’ecografia e il Doppler e quando è necessario vengono effettuate trasfusioni  di sangue direttamente al feto. L’alloimmunizzazione verso antigeni presenti sulla superfice dei globuli rossi è la principale causa di anemia fetale  e l’antigene D del sistema Rhesus è quello più frequentemente interessato da tale processo. In questa situazione la produzione di anticorpi materni diretti contro i globuli rossi comporta la lisi di questi ultimi e la comparsa di anemia fetale.
Tra i feti a rischio di anemia a seguito di una avvenuta alloimmunizzazione materna, solo il 10% è affetto da anemia fetale severa prima della 34^ settimana di gestazione e richiede trasfusioni in utero, il rimanente 90% non è anemico o è affetto da anemia lieve e non richiede trattamento in utero.

Sindrome da trasfusione feto-fetale (TTTS)


La sindrome da trasfusione feto-fetale (TTTS) è una complicanza che si verifica in circa 15% delle gravidanze gemellari monocoriali. Nella TTTS si crea uno squilibrio emodinamico  tra i due feti con evoluzione verso la morte endouterina di uno o entrambi i gemelli e rischio rischio di gravi handicap nel 30% dei sopravvissuti.
L’unico modo  per risolvere questa complicanza consiste nel  separare chirurgicamente le  circolazioni dei due feti coagulando i vasi sanguigni che le collegano  (anastomosi) e che sono visibili sulla superficie della placenta. L’intervento viene eseguito mediante fetoscopia, una tecnica che  consiste nell’introduzione di un piccolo apparecchio a fibre ottiche  di circa 3 mm. di  diametro all’interno dell’utero gravido. In questo modo  vengono visualizzate e successivamente coagulate con una fibra laser le anastomosi vascolari presenti sulla superfice della placenta.

Sequenza TRAP


La sequenza TRAP (Twin Reversed Arterial Perfusion) è una complicanza rara della gravidanza gemellare monocoriale. Ci sono un feto normale (gemello pompa) ed uno in cui il cuore non si è formato (gemello acardico). Le circolazione dei due feti sono collegate per cui cui il sangue circola in senso retrogrado dal gemello pompa al gemello acardico. In molti casi questa situazione può provocare  scompenso cardiaco del gemello normale e parto pretermine.
La diagnosi precoce di questa complicanza consente di interrompere la perfusione retrograda del gemello acardico utilizzando il laser o la radiofrequenza evitando le complicanze dovute allo scompenso cardiaco del gemello sano.

Gemelli discordanti per anomalie


In circa l’ 1-2% delle gravidanze gemellari uno dei due feti è normale e l’altro è affetto da anomalie strutturali o genetiche più o meno gravi. La gestione di queste gravidanze richiede un elevato grado di specializzazione. Le scelte diagnostiche e terapeutiche dipendono dalla corionicità oltre che dal tipo di anomalia.

Corioangiomi placentari


I corioangiomi placentari sono tumori benigni di origine vascolare. Quando raggiungono grandi dimensioni possono provocare complicanze anche gravi.
Sotto guida ecografica è possibile interrompere l’ afflusso di sangue al corionagima utilizzando il laser interstiziale riducendo le complicanze fetali.

Procedura EXIT (Ex utero Intrapartum Therapy)


La procedura EXIT permette di gestire quelle patologie fetali che possono potenzialmente ostruire le vie aeree superiori o impedire la ventilazione alla nascita. Assicurando la pervietà delle vie aeree del neonato prima del taglio del cordone ombelicale è possibile evitare intubazioni di emergenza e tracheostomie.

Shunt toraco-amniotico


Alcune malattie del feto possono causare un accumulo anomalo di liquidi nel torace (idrotorace). L’idrotorace può a sua volta impedire il normale sviluppo dei polmoni del feto, o causarne lo  scompenso cardiaco. In casi selezionati, può essere indicato il posizionamento di uno shunt toraco-amniotico, cioè di un piccolo tubicino di plastica che mette in comunicazione la cavità pleurica del feto con la cavità amniotica, permettendo quindi la fuoriuscita dal torace del liquido in eccesso.

Shunt vescico-amniotico


Le ostruzioni del tratto urinario inferiore impediscono che l’urina prodotta dai reni del feto fuoriesca nella cavità amniotica. Questo non solo può danneggiare lo sviluppo dei reni ma, causando la scarsità del liquido amniotico (oligoamnios) ha ripercussioni anche sullo sviluppo dei polmoni. In casi selezionati, può essere indicato il posizionamento di uno shunt vescico-amniotico, cioè di un piccolo tubicino di plastica che mette in comunicazione la vescica del feto con la cavità amniotica, permettendo quindi la fuoriuscita dell’urina e normalizzando la formazione del liquido amniotico.

 

ultima modifica:  12/06/2019
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